a cura
dello Studio Sintesi
Sei miliardi di euro: è
questo l'ammontare che i quasi
tre milioni di migranti in Italia
hanno spedito nei loro paesi
d’origine lo scorso anno.
Un flusso di liquidità
pari allo 0,4% della ricchezza
complessivamente prodotta a
livello nazionale e che dal
2000 al 2007 è cresciuta
di quasi dieci volte (+927%).
Questi i principali dati che
emergono da una ricerca del
Centro Studi Sintesi di Venezia
che ha analizzato non solo la
consistenza ma anche la natura
e la destinazione finale delle
rimesse degli immigrati in Italia.
Rimesse
pro-capite: ogni immigrato,
in media, trasferisce poco più
di 2.000 euro nel proprio paese
spesso per soddisfare necessità
vitali dei familiari-riceventi
- cibo e vestiario, tanto che
un terzo delle rimesse finiscono
in zone rurali - ma non di rado
anche per creare il risparmio
necessario per aprire nuove
attività commerciali
ed artigianali.
Distribuzione
territoriale: Oltre un
quarto del denaro che esce dall’Italia
è localizzato nel Lazio
(26%), anche in relazione alla
presenza elevata di money transfert
domiciliati nella capitale,
seguito da Lombardia, Toscana
e Veneto che si collocano, rispettivamente,
seconda terza e quarta in questa
classifica (20,6% e 14,4% e
6,7%). La regione Lazio primeggia
anche per la consistenza delle
rimesse rapportate al Pil da
essa stessa prodotto (0,94%)
e per la somma complessiva portata
fuori da ciascun residente nella
regione (4.766 €). Valori
al di sopra della media nazionale
di 2.057 €, si registrano
tra le rimesse pro capite delle
regioni Toscana (3.702 €),
Sardegna (2.875 €) e Campania
(2.864 €). Gli aumenti
più consistenti nelle
rimesse nel periodo 2000-2007
hanno riguardato invece la Valle
d’Aosta, la Toscana, il
Piemonte e l’Umbria.
A livello provinciale solo Roma
raccoglie quasi un quarto delle
intere rimesse nazionali (24,9%),
seguita a ruota da Milano, distanziata
con oltre 10 punti percentuali
(13,6%). Seguono poi due province
toscane, con Prato (7,4%) che
precede il capoluogo regionale
Firenze (4,0%). Analizzando
il dettaglio delle province
in cui sono si sono registrati
i maggiori aumenti dal 2000
al 2007 si annoverano due province
laziali, Rieti e Viterbo. In
generale si nota che l’aumento
delle rimesse nel periodo 2000-2007
ha coinvolto la quasi totalità
del territorio italiano, in
special modo nelle aree del
centro e del nord Italia.
In quanto a rimesse pro-capite
ai primi posti della classifica
si trovano le province di Prato
e di Roma, i cui stranieri residenti
nel 2007 hanno inviato nei propri
paesi d’origine somme
pari, rispettivamente, a 17.218
€ e 5.404 €.
Classifica
dei riceventi: Il paese
che nel 2007 ha ricevuto più
denaro proveniente dal nostro
paese è la Cina con un
ammontare complessivo di 1,6
miliardi di €. Al secondo
posto si colloca la Romania
che assorbe il 13,1% delle rimesse
complessive. Seguono a ruota,
con incidenze inferiori, le
Filippine e il Marocco. Paesi
che hanno risalito tale classifica
sono il Senegal, il Brasile
e l’Albania.
“Un fenomeno – affermano
i ricercatori del Centro Studi
Sintesi - che sta evolvendo
non solo quantitativamente ma
anche qualitativamente. Le rimesse
non costituiscono solo un importantissimo
apporto finanziario per le famiglie
e per gli Stati di provenienza
degli espatriati ma anche uno
strumento di crescita e progresso
ideale e sostenibile. Infatti,
si tratta di un mezzo in grado
di generare uno sviluppo autonomo,
in quanto possibile grazie all’impegno
degli stessi cittadini dei paesi
poveri, la maggior parte dei
quali appartenenti alle classi
con reddito basso. Inoltre,
a livello macroeconomico, l’afflusso
delle rimesse rafforza la bilancia
nazionale dei pagamenti dei
paesi più poveri riducendo
il loro debito nei confronti
dei paesi più ricchi”.
Fonte: www.centrostudisintesi.com