L'ha detto a nome della Consulta
nazionale delle Fondazioni antiusura,
ma il messaggio di Maurizio Fiasco,
reso noto in occasione di un seminario
della Caritas Ambrosiana, è
inquietante: le
famiglie a rischio usura sono ormai
un milione, centomila in più
del censimento del 2006.
Dice Fiasco:
«Assistiamo
a un’organizzazione a grappolo
del debito familiare, per cui si
contraggono debiti con le finanziarie
quando non si riesce più
a pagare la rata del mutuo o si
deve far fronte alle spese impreviste
provocate dalla malattia di un familiare».
Secondo la
Caritas Ambrosiana, che negli
ultimi anni, insieme alla Provincia,
ha sviluppato un percorso per prevenire
l’usura il numero di persone
che si sono irreversibilmente indebitate
a causa della crisi economica, rischiano
di essere strangolate dall’usura
o da finanziarie che applicano tassi
insopportabili. Secondo i datii
presentati dalla Fondazione San
Bernardino, onlus lombarda che si
occupa di usura, i soggetti indebitati
che hanno fatto richiesta di aiuto
nella Regione sono passati dai 66
assistiti del 2005, ai 273 del 2008.
«A
essere ingestibile - ha
spiegato Fiasco - è
il debito a lunga scadenza, specie
per le abitazioni, mentre bisogna
sfatare il mito delle famiglie che
iperconsumano».
La maggior parte delle famiglie
italiane, ha precisato Fiasco, non
si rivolge alle società di
credito al consumo per acquistare
una vacanza o cambiare la macchina.
«Occorre sfatare il mito dell’iperconsumismo:
chi chiede un finanziamento lo fa
per salvare un investimento fondamentale,
come la casa», precisa. Ma
i tassi d'interesse applicati dalle
finanziarie sono più alti
rispetto a quelli stabiliti, ogni
tre mesi, dal ministero del Tesoro
come soglia per gli investimenti
immobiliari, perché fanno
riferimento a una categoria di operazioni
diversa.
Il tasso soglia per i mutui con
garanzia ipotecaria stabilito dal
Ministero per il trimestre in corso
è dell’8%, mentre quello
per crediti personali è del
14,8%. Di fatto, chi chiede l'aiuto
di una finanziaria per pagare le
rate del mutuo, stipula un contratto
molto più oneroso rispetto
a quello originario. C'è
di più. Sulle famiglie indebitate
si sta costruendo il business delle
società di recupero crediti,
che agiscono con metodi aggressivi
e modelli importati dagli Stati
Uniti: telefonano con insistenza
a casa, cercano di parlare con i
figli piccoli per mettere a disagio
i genitori. Bussano alla porta dei
vicini per far crescere vergogna
e imbarazzo nelle loro “vittime”.
«Questi operatori di recupero
crediti seguono corsi di psicologia
e comunicazione - ha spiegato ancora
Fiasco-. Esercitano una pressione
fortissima e assediano letteralmente
le famiglie per avere indietro i
soldi».
Queste società hanno iniziato
a diffondersi negli ultimi cinque
anni: le banche (anche per adeguarsi
alle normative della “Basilea
due”) hanno iniziato a vendere
le loro posizioni di credito ad
altri operatori. Una fetta di mercato
appetibile per queste società
perché sanno «che
le famiglie italiane si fondano
su una base patrimoniale reale».