Il
sito Impresa Etnica viene citato
nel Dossier Caritas Migrantes 2008
a pagina 288-289 nel capitolo Immigrati
e imprenditoria, nella sezione Servizi
di supporto all'imprenditoria immigrata
e viene citato anche il contributo
al dibatito sul tema dell'imprenditoria
immigrata del direttore José
Galvez .
C’è
un dato su tutti, del XVIII Dossier
Caritas appena presentato a Roma
che vogliamo sottolineare: il
boom economico delle imprese immigrate.
Gli immigrati imprenditori censiti
a giugno 2008 erano 165.114. Censiti
dalla caritas anche 52.715 soci
e 85.990 altre figure societarie.
Cresce
il numero degli immigrati che dopo
aver superato la fase più
difficile del primo inserimento
lavorativo decidono di avviare una
attività in proprio. Infatti
il lavoro autonomo, soprattutto
artigiano, coinvolge più
di un decimo della popolazione adulta
straniera, con 165.114
titolari d’impresa,
52.715 soci
e 85.990 altre
figure societarie, con una
dinamicità ben più
accentuata rispetto a quella riscontrabile
tra le aziende a titolarità
italiana.
Sebbene
le estime del Dossier Statistico
Immigrazione
Caritas/Migrantes non coincidono
con quelle dell'Istat non sono in
contrasto perché si riferiscono
a distinte categorie di immigrati:
il Dossier tiene conto anche di
quanti, arrivati più di recente,
non hanno ancora acquisito la residenza,
per il cui ottenimento si richiede
spesso più di un anno. Secondo
l’Istat i cittadini stranieri
residenti,
dopo un aumento annuale di
circa mezzo milione di unità,
all’inizio del 2008 sono quasi
3.433.000, inclusi i comunitari:
il 62,5% nel Nord (più di
2 milioni), il 25,0% nel Centro
(poco meno di 1 milione) e il 12,5%
nel Mezzogiorno (quasi mezzo milione).
Le regioni con un maggior numero
di immigrati stranieri sono la Lombardia
(815.000 residenti e circa 910.000
presenze regolari) e il Lazio (391.000,
423.000).
Caritas
e Migrantes accreditano
un numero superiore di immigrati
regolarmente presenti, che oscilla
tra i 3.800.000 e i 4.000.000, su
una popolazione complessiva di 59.619.290
persone, con un’incidenza
del 6,7% (leggermente al di sopra
della media UE, che è stata
del 6,0% nel 2006).
La prima collettività, raddoppiata
in due anni, è
quella romena (625.000 residenti
e, secondo la
stima del Dossier, quasi 1 milione
di presenze regolari), seguita da
quella albanese (402.000) e marocchina
(366.000); un poco al di sopra e
un poco al di sotto delle 150 mila
unità si collocano, rispettivamente,
le collettività cinese e
ucraina.
"Il
futuro dell'Italia non è
realisticamente immaginabile senza
gli immigrati"
dice il rapporto. Impossibile negare
il crescente impatto degli stranieri
a fronte di un andamento demografico
nazionale negativo. Gli stranieri
nel 2050 secondo le stime fatte
dall'Istat e che per il rapporto
Caritas-Fondazione Migrantes andrebbero
riviste al rialzo, saranno tra gli
8,9 e i 12,4 milioni, al netto di
quelli che diventeranno cittadini
italiani.
Il
livello dei flussi annuali ipotizzati
dall'Istat, al netto delle uscite,
è di 150.000 nuovi immigrati
nello scenario basso, 200.000 nello
scenario medio e 240.000 nello scenario
alto, "ipotesi che sembra realistico
ritoccare ulteriormente verso l'alto".
Già ora, infatti, è
di 170.000 unità la quota
annuale per l'ingresso di nuovi
lavoratori, poco meno di 100.000
persone giungono per ricongiungimento
familiare, i nuovi nati da entrambi
i genitori stranieri sono 64.000
e qualche decina di migliaia di
persone vengono a soggiornare in
Italia per altri motivi quali quelli
religiosi o di studio.
Quasi
quattro miliardi di euro é
quanto hanno versato alle casse
dello Stato gli immigrati regolari.
E secondo Unioncamere constribuiscono
con il 9%
alla creazione del Pil.
Ma
gli immigrati sono anche portatori
di ricchezza culturale e
della quale sono espressione le
rispettive lingue, più di
160 censite dal Mininistero degli
Interni. Queste lingue, oltre a
essere una ricchezza per i contenuti
che veicolano, possono fungere anche
da volano per i contatti commerciali
con i paesi di origine: si pensi
al cinese, all’arabo, al russo
e allo spagnolo. Inoltre gli immigrati
contribuiscono allo sviluppo dei
Paesi d'origine attraverso le rimesse:
nel 2007 gli immigrati hanno inviato
più di 6miliardi di euro,
cifra che non tiene conto i canali
informali.
Fonte:
Dossier
Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes
2008