La notte
arrivò prima del previsto,
vuol dire poco prima delle quattro.
Cominciai a pensare che dormire
nel sofà del soggiorno
mi avrebbe creato qualche problema,
tra la gente che ritorna tardi
e deve cenare e quelli che si
svegliano e devono fare colazione.
Non era il caso nè il tempo
di occuparmi di queste cose, mi
dissi.
L’importante era avere un
tetto sulla testa.
Situazioni come questa me le avevano
già raccontate.
Lorena tornò che stava
ancora negoziando il prezzo delle
merci con le amiche che lavoravano
fisse.
Lorena si accorse che ero stanco.
Doveva essersene accorta perché
mi disse:
“Se vuoi dormire, dormi.
Qui devi abituarti a dormire nel
rumore”.
Mi presi un po’ di tempo
nel mettere a posto la camera
da letto. Mi incuriosiva il modo
in cui un sofà era diventato
un letto. Però non c’erano
cuscini.
Non ci pensai molto. Così
ho deciso di non pensarci molto
e di passare in tranquillità
la mia prima notte in Italia.
Spensero la luce. Si intrecciarono
auguriì di buona notte.