Nonostante
la stanchezza e il sonno arretrato
non potevo dormire completamente.
Immagini incoerenti, di voci anacronistiche,
di rumori che si affollavano nella
mia testa. I rumori provenivano
dal letto e da ossa che si muovevano,
i rumori dell’amore e altre
voci che chiedevano di dormire
perchè domani domani dobbiamo
lavorare, qualcuno che pregava
qualcuno che piangeva. Credo
che a questo punto la parola più
giusta sia promiscuità.
Mi svegliai,
e vidi davanti a me Lorena
con un cuscino sotto il braccio,
“Lasciami
dormire accanto a te”
mi disse "che
questi uomini hanno affittato
perfino la mia stanza da letto”.
Non so da
quanto tempo finirono i rumori,
non mi bemba in mente nemmeno
un pò di sonno, nessuna
obiezione da parte di noi due,
se non
solo una resistenza leggerissima,
simbolica.